lunedì 4 maggio 2009

Genitori 2 La Vendetta

E così, dopo il turno dei genitori di Tommi è arrivato anche quello dei miei!
E' stata una settimana intensa e piena di cose nuove e interessanti. Siamo riusciti a diversificare un minimo l'itinerario rispetto alle cose viste con i Tommi parents, quindi non ci siamo mai annoiati... e abbiamo scoperto angoli di Hong Kong non particolarmente sponsorizzati dalle guide e seriamente sottovalutati!

Il primo giorno pioveva, ma non ci siamo fatti scoraggiare. Anche se avevamo pianificato di andare subito al Peak, con tutte quelle nuvole era chiaro che non si sarebbe visto niente: allora abbiamo ripiegato sul giardino botanico di Hong Kong. Una varietà infinita di piante, ovviamente, ma anche di uccelli e scimmie di ogni tipo, forma, colore e provenienza! Soprattutto, non in minuscole gabbie tristi come allo zoo di Guilin...




Ma in realtà la cosa più favolosa è stato il pranzo. Abbiamo iniziato subito con un bel Dim Sum, il pranzo tipico di Hong Kong a base di piccole pietanze, in un ristorante che recentemente ha guadagnato una stella Michelin. La cameriera pensando di fare cosa gradita ci ha portato gli stuzzichini prima che ordinassimo: la tentazione di scappare è stata forte! Voi che avreste fatto?


Noi, dopo un rapido tentennamento, le abbiamo mangiate. E vi posso assicurare che, nonostante l'aspetto raccapricciante, erano buonissime! O meglio: erano normalissime uova sode, cotte chissà come, che sapevano di uovo sodo. Ma con una consistenza un po' diversa.
Il resto del pranzo era delizioso! E il babbo e la mamma si sono rassegnati all'idea di imparare a mangiare con le bacchette...
Il resto del pomeriggio è stato dedicato alla tappa obbligatoria del mercato dei pesci tropicali, per poi proseguire a Mong Kok, regalando al babbo una nuova bellissima macchina fotografica!



Il giorno seguente abbiamo deciso di avventurarci nei Nuovi Territori, come dice il babbo definizione molto "Blade Runner" per indicare i grandissimi spazi periferici oltre la penisola di Kowloon, che ospitano le poche testimonianze sopravvissute dell'antica Hong Kong e scenari naturali di rara bellezza.
Ci siamo diretti a Ping Shan, sede dell'antico clan Tang, che dominava Hong Kong. Ci sono costruzioni stupende che risalgono a 700 anni fa, cosa davvero rara da queste parti, dove non si fanno particolari problemi a buttare giù tutto per fare un centro commerciale. E, cosa assai positiva, eravamo gli unici visitatori! La sala degli antenati Tang, in particolare, era splendida: un complesso di diverse stanze in cui si respirava un'atmosfera serena e senza tempo.












... e il pranzo è stato all'altezza! In un posto dove parlavano solo cinese, un avventore gentile si è offerto di ordinare per noi e ci siamo ritrovati con enormi ciotole di noodles e ogni tipo di condimento delizioso! Inutile dirlo, a un prezzo irrisorio...




Per finire di sfinirci, abbiamo proseguito la giornata con l'ormai usuale visita alle scimmiette di Monkey Hill. Una si è pure arrabbiata col babbo e gli ha tirato una zampata alla scarpa! Si era avvicinato troppo ai piccoli...



E a conclusione di una giornata così intensa, una visita al Peak by night, versione inedita anche per me e Tommi che pure ci siamo andati diverse volte, ma sempre di giorno. Le luci di Hong Kong a perdita d'occhio erano uno spettacolo scintillante e unico, peccato per il vento veramente gelido che ci ha fatti restare a goderci la vista giusto il tempo di qualche foto!



E per tornare a casa, tram! Con i miei che si divertivano come due bambini!
Salterò a piè pari la descrizione dei posti di cui ho già parlato nel post relativo alla visita dei genitori di Tommi. Un'unica eccezione: il grande Buddha a Lantau! La volta scorsa la funivia per arrivare al Buddha era in manutenzione e non avevamo potuto prenderla. Questa volta, invece, era funzionante e non solo l'abbiamo presa... abbiamo scelto la cabina col fondo trasparente! E faceva una certa impressione... la vista del Buddha arrivando dall'alto è splendida, e siamo anche stati così fortunati da avere una giornata di sole meravigliosa (come tutte quelle seguenti, del resto). La grande statua sbuca all'improvviso da dietro una collina, e la vista lascia davvero senza parole.




Oltretutto proprio quel giorno si celebrava il compleanno del Buddha in bronzo, e c'era uno spettacolo di artisti, acrobati e monaci shaolin che davano dimostrazione di arti marziali. Piccoli, ragazzini di 13 anni massimo, ma letali...


Anche con i miei la visita si è conclusa con il villaggio di pescatori di Tai O.





Il giorno seguente abbiamo seguito il consiglio di Tommi, che c'era già stato con i suoi, e siamo andati al Monastero dei Diecimila Buddha. Sconvolgente come alcune cose non vengano, forse fortunatamente, pubblicizzate. Il tempio si trova su un altura raggiungibile con un percorso che conta oltre 400 scalini: tutto il sentiero è costeggiato da incredibili statue rappresentanti devoti del Buddha, tutte dorate e ognuna molto diversa dall'altra, a sottolineare le diverse virtù e inclinazioni del donatore.



Già il percorso di per sè è spettacolare, ma quando si arriva in cima c'è da restare a bocca aperta: il tempio è letteralmente tappezzato da statuine votive (oltre 10.000, appunto) anch'esse ognuna diversa dall'altra, creando un effetto scenografico incredibile. A questo si aggiunga l'assoluta atmosfera di calma e serenità che pervade questo come altri luoghi di culto buddhista: il silenzio era rotto solo dal ticchettio dei bastoncini di chi consultava l'oracolo. 



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Nel cortile antistante, una pagoda a nove livelli, enormi statue di bodhisattva che cavalcano animali fantastici sotto padiglioni multicolori, e un altro percorso costeggiato da statue questa volta policrome, dalla delicatezza ed espressività impressionanti.








Scendendo, ci siamo fermati a vedere un cimitero buddhista. C'erano monaci che cantavano, e diverse persone che bruciavano offerte in una grande fornace. Alcuni costruiscono addirittura vere e proprie case in miniatura, ma comunque alte come una persona, coloratissime, di carta e cartoncino, con gli interni completamente arredati e addirittura con le sagome delle persone che la abitano: la casa verrà bruciata e sarà la dimora del trapassato nell'aldilà. All'ingresso del cimitero, una vasca piena di pesci colorati e una piena di tartarughe, simbolo di longevità.



La giornata era così bella che, anche se stanchi, abbiamo deciso di stare ancora in giro: ci siamo diretti al mercato degli uccelli, dove il cacatua Happy ci ha degnato della sua attenzione... il proprietario del negozio ce lo ha fatto tenere sul braccio e lui, dispettosissimo, ha cercato, nell'ordine: di magnarsi la maglietta della mamma, di beccare via gli strass dai miei occhiali e soprattutto di sgranocchiare le belle nocche di Tommi, che lo affascinavano in modo particolare!


Una breve sosta al mercato della giada, e poi di corsa a Tsim Sha Tsui per l'ennesima visione dello spettacolo di luci dello skyline, arrivando giusto in tempo per goderci un bel tramonto rosato sui grattacieli. Stavolta però ne è valsa la pena davvero di vedere lo show per l'ennesima volta: il cielo era così limpido che i laser si incrociavano sopra le nostre teste e le luci abbagliavano.



Il giorno dopo abbiamo deciso di dirigerci verso il villaggio di pescatori di Aberdeen. Il posto è famoso perchè è uno dei pochi insediamenti di sampan, le case-barca che prima costituivano l'abituale abitazione per i pescatori di Hong Kong. In realtà la visita è stata abbastanza deludente: le case barca sono poche, è un canalone con un paio di kitschissimi ristoranti galleggianti dove pare si mangi anche male... La cosa migliore è stata la barchetta che abbiamo preso per fare il giretto del porto, condotta da una signora con un cagnolino favoloso... che ha anche tenuto il timone per un tratto!




Data la vicinanza, abbiamo proseguito con la visita di Ocean's Park. Inutile dire che essendo una giornata stupenda, e per di più il Primo Maggio (che è festa anche qui) il parco era invaso di gente... ma abbiamo fatto bene ad andare se non altro per vedere i panda (ce n'era uno seduto sulla sponda di un laghetto, con i piedini a mollo che facevano ciaff-ciaff che era uno spettacolo... ci guardava come per dire "io sì e voi no!!") e i delfini da vicino, a bordo vasca, mentre una bravissima istruttrice distraeva il delfino maschio con giochi e pesciolini e la delfina femmina era sottoposta a un'ecografia in acqua! Anche l'acquario profondissimo a più livelli era davvero affascinante, con la sua variegata popolazione, una specie di caotica e coloratissima Hong Kong sottomarina.


Nota di merito: io e la mamma, dando uno smacco memorabile agli uomini, abbiamo affrontato da sole (io per la seconda volta) le terribili montagne russe a picco sullo strapiombo! Abbiamo le prove (notare: mamma terrorizzata che fa la finta disinvolta, io favolosa che accenno un saluto come la regina d'Inghilterra):



E così, ben prima del previsto, siamo giunti all'ultimo giorno. Per chiudere in bellezza, approfittando dell'ennesima giornata azzurra e primaverile, ci siamo diretti verso l'università di Tommi. Il babbo ha fatto acquerelli dalla terrazza del belvedere, mentre io e la mamma ci siamo arrostite ben bene al sole, godendoci la vista della baia e degli isolotti sparsi ovunque a perdita d'occhio.




Quando Tommi ci ha raggiunti ci siamo diretti a Sai Kung, una vicina località di mare, in realtà senza troppe aspettative. Si è rivelata la miglior scelta possibile oltre che uno dei momenti più belli di tutta la settimana! Da Sai Kung partono diversi battelli per i vicini isolotti, ma ai moli attraccano anche moltissime barche di pescatori che scaricano tutto il pescato fresco e lo vendono in parte ai passanti e in parte ai numerosi ristoranti sul lungomare. Gli addetti dei ristoranti prendono le casse di pesce ancora vivo e le svuotano in enormi acquari "terrazzati", con camminamenti tramite cui il personale può raggiungere tutte le diverse vasche, che ospitano di tutto: dai pesci alle aragoste, astici, molluschi mai visti, enormi granchi-manta, ricci e altre stranissime creature marine.






Inutile dire che abbiamo pranzato in uno di questi posti! Incredibile. Era tutto fresco, ottimo. I ravioli (siu long bao!) si scioglievano in bocca, con il loro brodino squisito, gli involtini di gamberi fritti erano asciutti e fragranti, il riso profumato e pieno di grossi gamberetti polposi... ma soprattutto il pesce al vapore con zenzero, cipollotto fresco e salsa di soia era veramente il pesce più fresco che io abbia mai mangiato... e ci credo! Ce lo hanno fatto scegliere, pescato dalla vasca e servito in tavola un quarto d'ora dopo!

Questa è stata la degna conclusione di una settimana passata alla scoperta di una Hong Kong inedita, fuori dai soliti giri e vissuta senza frenesia.

Ma adesso un po' di detox da genitori ci vuole! Tanto tra un mese saremo di nuovo pronti a farne indigestione... stavolta in Italia!

Alla prossima
Ari :)

mercoledì 15 aprile 2009

Viaggio nel paese delle fate - Guilin, Longji, Yangshuo - 7/11 Aprile 2009

Grazie a un'attività di pianificazione durata settimane, alla nostra lunga esperienza di viaggiatori low cost e all'assistenza esemplare della China Odissey Tours e della nostra amica Lois, alla fine ce l'abbiamo fatta: quattro giorni a Guilin e dintorni. Abbiamo preso un pacchetto molto conveniente che includeva volo, pernottamenti e addirittura guida e autista! In Italia non ce lo saremmo mai potuti permettere... :)

Per me le "colline di Guilin" erano qualcosa di più di un bel posto situato a una distanza ragionevole da Hong Kong: fin da bambina ne ho sentito parlare, sia da mia nonna, grande appassionata di Cina, sia da mia mamma, cresciuta anche lei in questo mito. Me le immaginavo come un posto delle fate, colline a pan di zucchero che emergevano dalla foschia creando paesaggi magici e silenziosi, come in un'antico dipinto cinese. Non mi sbagliavo.

Ma al di là della poesia, la trasferta è iniziata nel più sfigato dei modi: abbiamo perso il pullman per andare all'aeroporto di Shenzhen, abbiamo scoperto che oltretutto ci metteva due ore e non un'ora e un quarto come credevamo - per cui eravamo in mostruoso ritardo, siamo stati orribilmente fregati sul prezzo del taxi, e arrivati col fiatone all'aeroporto abbiamo scoperto che ci avevano cancellato il volo, con quello successivo solo 10 ore dopo. E il mio bancomat non funzionava. Però il tutto ci è servito tipo presa a terra: abbiamo scaricato tutta la sfiga all'inizio e da lì in poi tutto è andato a meraviglia!

Il primo giorno, con la nostra fantastica guida William, è stato dedicato alla visita delle risaie a terrazza a Longji. Il posto è famoso per lo splendido panorama delle colline terrazzate, che cambia a seconda della stagione tanto da sembrare un posto sempre diverso. La particolarità è anche la presenza di minoranze etniche che conservano particolari usi e costumi: la minoranza Zhuang, che costruisce bellissime case di legno e per cui il canto è uno dei criteri fondamentali per scegliere il proprio partner, e la minoranza Zao, con le donne dai vestiti colorati e dai lunghissimi capelli arrotolati in grandi acconciature. Il villaggio da cui si parte per l'hiking sulle colline è di per sè spettacolare: tutte case in legno con i tetti di tegole d'ardesia, e la vita che scorre lenta e tranquilla. Venditrici di peperoncini, verdure, patate dolci e riso cotto alla brace dentro la canna di bambù, una delizia che abbiamo avuto modo di assaggiare!















Non paghi della scalata, siamo andati anche a vedere una piantagione di tè, dove era possibile fare anche la degustazione. Una signorina dalle mani bellissime ci ha insegnato come comportarsi correttamente alla cerimonia del tè: ad esempio, non bisogna mai ringraziare direttamente, ma battere un dito sul tavolo se si è single e due se si è sposati. Grande interrogativo su quante dita dovessimo usare noi: abbiamo risolto con Tommi che - ovviamente - batteva un dito, e io due!



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Stanchi morti ma felici siamo tornati all'albergo: la nostra camera era molto carina, con il letto più grande del mondo (tipo due matrimoniali messi insieme) e anche più duro, come dormire sui mattoni! Ma abbiamo scoperto che in Cina è la regola, e alla fine non ci dispiaceva neanche tanto!
Il giorno dopo abbiamo raggiunto l'attracco dei battelli fluviali e ci siamo imbarcati per percorrere un tratto del fiume Li in direzione Yangshuo: durante il tragitto siamo passati attraverso le famose colline che si affacciano sul fiume, e il tutto è stato migliorato anzichè rovinato dalla pioggia e dalla nebbia. Il paesaggio era veramente irreale, le colline immerse nella foschia che si facevano nitide via via che ci avvicinavamo per poi sparire di nuovo dietro di noi, facendoci sentire come dentro una nuvola.







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Il pomeriggio ha smesso di piovere, così abbiamo chiesto alla nostra guida se fosse possibile fare un giro in bici nella campagna intorno a Yangshuo. Il paesino infatti sarebbe anche bello se non fosse devastato dal turismo: un negozio di souvenirs dietro l'altro, e addirittura Mc Donalds e KFC. Volevamo allontanarci un po' e fare un giro tra i villaggi e le risaie, in una realtà un po' meno contaminata. E' stata l'esperienza più bella di tutto il viaggio! Diciamo la verità... tutto merito di Tommi che ha insistito, nonostante il tempo volgesse al brutto. Paesaggi maestosi, villaggi poveri ma con dignità, gente al lavoro in ogni angolo, il silenzio in alcuni punti davvero totale. Abbiamo fatto un tratto di fiume su una zattera di bambù, con il barcaiolo che ci ha parlato in cinese per tutto il tempo. Il tono sembrava amichevole, chissà il contenuto!





 





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Sulla strada del ritorno ci siamo voluti fermare a casa di un contadino che gentilmente ci ha mostrato la sua abitazione: il signore, ottantenne, era capo villaggio durante la Rivoluzione Culturale e conserva ancora i motti di Mao scritti sui muri di casa sua.



La sera siamo andati a vedere uno spettacolo che attira a Yangshuo visitatori da tutta la Cina e anche dal resto del mondo: "Impression Liu Sanjie", del regista Zhang Yimou (quello di Hero, La Tigre e il Dragone, La Foresta dei Pugnali Volanti... e delle coreografie alle Olimpiadi di Pechino). 12 colline fanno da quinte naturali a uno spettacolo con 600 partecipanti che si svolge tutto sull'acqua, grazie alle zattere e a speciali camminatoi. Non è un musical nel senso stretto, ma più uno spettacolo altamente coreografico in cui ogni parte è dominata da un colore, per evocare diverse sensazioni, e in cui si esibiscono anche le minoranze etniche con i loro bellissimi canti e costumi.







Il giorno dopo eravamo abbastanza provati dalla frenesia del giorno precedente, e ci siamo mantenuti sul tranquillo: dopo essere tornati a Guilin abbiamo dedicato la giornata alla visita della città. Siamo partiti dal Seven Stars Park, con i suoi scorci incantevoli e animali mai visti, tra cui un intelligentissimo merlo indiano che è volato da noi per dirci ni-hao (e anche qualche parolaccia in cinese!). Abbiamo poi proseguito verso la famosa caverna Reed Flute Cave: una grotta imponente, con stalattiti e stalagmiti di una bellezza mozzafiato. Le più suggestive hanno un nome che ricorda la loro forma. L'illuminazione della grotta dovrebbe esaltare queste similitudini ma secondo me è troppo stravolgente: luci colorate ovunque, quando invece le strutture sono talmente belle che un'illuminazione più sobria non avrebbe fatto altro che esaltarne la naturale perfezione.


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"le Nuvole"


Uno dei miei titoli preferiti: "il millepiedi spaventato dallo specchio "

Il viaggio si è concluso meglio che all'andata, senza particolari intoppi all'aeroporto... a parte un qui pro quo sui bagagli da imbarcare, con conseguente recupero in extremis delle borse erroneamente imbarcate e corsa a rotta di collo al gate con rischio di perdere il volo! 

Ma in realtà nulla, nè questi minuscoli disguidi, nè il vento nè la pioggia, hanno rovinato questi quattro giorni splendidi e intensi, che nessuna foto riuscirà mai a rendere degnamente.
Le colline tutt'intorno, il loro riflesso nelle acque a specchio delle risaie e del fiume, il silenzio, i sorrisi delle persone e la loro serena semplicità, l'aria pulita e leggera, la cucina speziata e la delicata fragranza del tè al gelsomino. Ma anche le gambe che fanno male dal camminare (e dal pedalare), le gustose ciotolone di spaghetti di riso a 30 centesimi, il contrasto tra il lavoro quotidiano dei contadini con i bufali d'acqua e gli aratri di legno e noi che gli ronziamo intorno a fargli foto con marchingegni che sembrano venire da un'altra epoca, se non da un altro pianeta.

Vorrei ringraziare: 
- Tommaso che ha appoggiato la pazzia di fare questo tour e che ha avuto l'idea più bella del mondo col giro in bici;
- William Liu - la guida migliore in assoluto - si preoccupava di tutto, sempre, riuscendo ad assecondare i nostri bisogni e spiegandoci tantissime cose interessanti... e poi grazie a lui ci siamo rimpinzati come panda al pranzo sul battello (che era incluso nel tour) mentre gli altri turisti che avevano guide più scarse si sono dovuti accontentare di ciò che restava dopo il nostro passaggio!!
- Lois Li, favolosa, ci ha aiutato ad organizzare tutto con un budget che si abbassava giorno per giorno... ma con santa pazienza e diecimila mail, è merito suo se siamo partiti! Grande Lois!

Mi sento felice e privilegiata per aver visto tutto questo prima che, inevitabilmente, diventi (ancora più) turistico.

lunedì 6 aprile 2009

Una settimana da turisti

Questa settimana è stata proprio da turisti, con i genitori di Tommi in town! Abbiamo approfittato del nostro inedito ruolo di ciceroni per vedere tante cose che non avevamo avuto modo/tempo di fare fino ad ora.
In realtà già dalla settimana scorsa un paio di escursioni ce le eravamo concesse. Per esempio siamo andati a Ocean's Park, un misto tra luna park e parco marino, con animali vari (foche, delfini e due panda spelacchiatissimi e super abbacchiati) e un acquario favoloso, profondissimo, con una rampa a chiocciola giro giro in modo da poter vedere tutti i livelli della vasca, dalla superficie al fondo. La spavalderia del giorno sono state le montagne russe: da fuori non sembrava, ma una volta sul vagoncino ci siamo drammaticamente resi conto che erano costruite su un dirupo a picco sul mare, parecchie centinaia di metri sotto di noi... impressionante è dire poco, eravamo nel vuoto più assoluto, solo cielo intorno a noi. Ed era troppo tardi per scendere. Se ci ripenso mi ritorna lo stomaco in gola. La cosa carina è stata invece l'ovovia che collegava un versante del parco con l'altro.


Dopo l'arrivo dei genitori di Tommi ci siamo dati alle escursioni serie. La prima è stata al Grande Buddha del monastero di Po Lin, sull'isola di Lantau. E' il budda in esterno più grande del mondo, con i suoi 26 metri di altezza. La cosa molto tipica di HK è che sembra antico ma lo hanno messo lì 20 anni fa... comunque era molto suggestivo, e il paesaggio da sopra veramente rilassante. Finalmente un po' di verde! Ma la cosa più bella della giornata secondo me è stata la visita al villaggio di Tai O, un villaggio di pescatori povero e scalcinato, in cui l'economia si basa sulla vendita di pesce essiccato e le case della gente sono su palafitte.

Tuorli d'uovo messi a seccare, sotto sale


Il giorno dopo è stata una giornata così piena che mi sono sembrate due. La mattina all'università da Tommi, ad ammirare il panorama e il campus, il pomeriggio a Mong Kok. Abbiamo visto il mercato dei fiori, con orchidee meravigliose, e quello degli uccelli, bellissimo: già avvicinandosi è tutto un cinguettare. Ci sono banchini pieni di gabbie con uccelli di ogni tipo, e anche cibo fresco... quindi sacchetti pieni di vermi, cavallette, e chi più ne ha più ne metta. E' uso comune, poi, per i proprietari di uccelli, ritrovarsi in questo giardino con le proprie gabbiette, appenderle una accanto all'altra e lasciare che i vari merli, pappagallini, cardellini, chiacchierino un po' tra di loro. 

Il giorno dopo abbiamo proseguito sulla scia dei mercati e siamo andati a quello della giada. I banchi erano un po' più turistici, con ammennicoli di ogni genere: la cosa sbalorditiva erano i prezzi. Che fosse giada o meno, si trattava comunque di pietre dure: braccialetti, collane, ciondoli, fermacarte... il tutto a un decimo rispetto al prezzo che si pagherebbe in Italia. Inutile dire che abbiamo fatto man bassa, sempre contrattando fino allo stremo con le commercianti che fingevano disperazione ad ogni ulteriore trattativa al ribasso!

Il giorno seguente è stato dedicato alla gita a Macao. A un'ora di aliscafo da Hong Kong, Macao, ex colonia portoghese e tutt'oggi regione a statuto speciale, è un misto incredibile di mediterraneo e Cina, in tutto: dall'architettura, alla cucina, alla lingua. Azulejos e insegne cinesi, edifici coloniali e modernissime oscenità, cartelli in cinese, inglese e portoghese... e la favolosissima moneta locale, la Patacca di Macao.
Bellissima la facciata dell'ex cattedrale: la chiesa è stata completamente distrutta da un incendio nell'ottocento, ed è rimasta in piedi solo la facciata, in cima alla scalinata che dà su una piazza, creando un effetto stranissimo di quinta teatrale. Dietro la facciata, il cielo.
La cucina macanese è a base di pesce, con forti influenze portoghesi, cantonesi e asiatiche in generale. Ho mangiato un gamberone gigante con una salsina che dire agliata è usare un eufemismo, ma era buonissimo!
La Macao moderna è famosa soprattutto per i casinò, è un po' la Las Vegas d'oriente: ce n'è uno orrendo che deturpa il paesaggio, una specie di obbrobrio a forma di fiorellone... inguardabile.

Insomma, una settimana intensa, ma finalmente con la scusa di fare da guide abbiamo visto tante cose dei dintorni!
E quando verranno i miei... altro giro, altra corsa!
Adesso vado a fare la valigia: Tommi è in Easter break dalle lezioni e ci siamo presi quattro giorni per fare un giretto low cost in Cina, sempre nei dintorni. Destinazione: Guilin, e le sue famose colline da antico dipinto cinese...


Alla prossima!
:)

lunedì 23 marzo 2009

Monkey Hill

Ieri ci siamo avventurati un po' fuori dalle solite rotte per andare a Monkey Hill. E' una specie di riserva naturale famosa per il fatto che ci abita una folta colonia di macachi allo stato selvatico. Selvatico in realtà è una parola grossa: le scimmie sono completamente abituate all'uomo, anche perchè nonostante ci siano dappertutto cartelli che ribadiscono il divieto di dare da mangiare agli animali, i cinesi vanno in carovana con borse piene di muffin e frutta che elargiscono generosamente alle avide scimmiette.
Le scimmie non sono animaletti carini e amichevoli, anzi. Prima di tutto bisogna stare molto attenti a morsi e graffi, perchè dato che le bestiole appartengono a un ceppo molto simile a quello umano, ti possono tranquillamente contagiare con le più disparate malattie, dall'influenza all'AIDS. Per questo motivo non bisogna fissarle negli occhi (lo prendono come un segno di sfida e ti aggrediscono), cercare di toccarle o parlare a voce troppo alta. Quando poi hanno i piccoli al seguito, diventano particolarmente incazzose! Altra cosa, niente cibo. Se ti vedono mangiare ti saltano addosso e cominciano a frugarti dappertutto: borsa, tasche... ti tirano per i vestiti... e appunto, magari s'incazzano anche se non dai loro qualcosa.
A parte questo, comunque, vale la regola del più grosso: noi umani sicuramente le spaventiamo di più di quanto loro possano spaventare noi, e a meno di non essere esplicitamente provocatori o completamente deficienti, le scimmie ti considerano il giusto.
Abbiamo preso la metro fino a un certo punto, e poi il taxi fino all'ingresso del parco: appena arrivati, una macachessa a pochi metri da noi ci ha guardati con diffidenza per poi continuare a farsi gli affari suoi. Ci siamo inoltrati in un sentiero naturalistico e abbiamo camminato per un po'. Inizialmente niente animali, eravamo anche un po' delusi... ma poi, tornando indietro, ci siamo accorti che c'erano almeno due scimmiette che ci stavano seguendo, saltando da un albero all'altro.

(la vedete?)

E alla fine abbiamo deciso di tornare al punto di partenza, per scoprire che c'erano scimmie dappertutto. Macachi, macachesse e macachini, alcuni veramente minuscoli e piagnucolanti, attaccati alle mamme. Alcuni si dondolavano tra i rami, altri stavano spaparanzati in pose assurde, altri ancora si spidocchiavano a vicenda oppure se ne davano di santa ragione. Ed erano tutti ammassati intorno a delle persone che in barba al regolamento (e alle multe salatissime) le rimpinzavano ben bene.

(la signora secondo me s'è presa le peggio pulci)


In effetti faceva un po' tristezza vedere ste scimmie ammassate in un parcheggio a litigarsi i muffins... 
Dopo siamo tornati a Tsim Sha Tsui per lo spettacolo di luci delle 20, e stavolta le foto sono venute fermissime. Sto migliorando!

Alla prossima :)

domenica 22 marzo 2009

Zuppa di Pesce Ongi Congi

Ed ecco a voi un'altra favolosissima ricetta, dettata dal frigo mezzo vuoto ma soprattutto dall'assoluta indecisione su come cucinare un misterioso tipo di pesce... il risultatò però ha premiato!


ZUPPA DI PESCE ONGI CONGI

Ovvero

Come faccio se ho (poco) pesce di un solo tipo (peraltro ignoto) e una manciata di gamberetti a fare una zuppa?

Tutte le ricette trovate su internet parlavano di almeno 3 tipi di pesce, più cozze vongole ecc. Inoltre dicevano che per fare una buona zuppa ci vuole minimo un kg di pesce. Sicuramente è vero, ma io in mancanza di questi requisiti... ho improvvisato.


Ingredienti:

Due piccoli tranci di pesce non identificato (tipo palombo)

Una manciata di gamberi sgusciati (crudi, non precotti)

Mezza cipolla

Una grossa patata

Mezza lattina di polpa di pomodoro

Un pezzetto di zenzero fresco

Cipollotto fresco q.b.

Un peperoncino fresco

Aglio, Olio, sale


Mettere in una pentola i tranci di pesce, la patata a tocchi abbastanza grossi, la mezza cipolla intera, il peperoncino (in tero o a fettine), il cipollotto fresco, lo zenzero e i gamberi, e coprire con l'acqua. Fare cuocere tutto insieme a fiamma vivace per 15-20 minuti, aggiustando di sale e aggiungendo un po' d'acqua via via se necessario. (Io il pesce e i gamberi li ho buttati ancora congelati)


Verso la fine, pescare i tranci di pesce e pulirli dalla pelle, dalle lische e dall'osso centrale, riducendoli a tocchetti. Rimettere i tocchetti nella pentola e buttare il resto.


In una padella, far colorire l'aglio tritato (2 spicchi) e aggiungere la polpa di pomodoro. Quando si è ritirata, aggiungere questa salsa nella pentola insieme a tutto il resto. Far andare a fuoco vivo il tutto finchè la zuppa non si ritira un po' e assume la consistenza desiderata (io l'ho lasciata un po' liquida, tipo brodetto)


Tostare due belle fette di pane e se piace, sfregare con l'aglio. Servirle ancora calde insieme alla zuppa.


Buon appetito! :D



sabato 21 marzo 2009

Angoli nascosti, tram, pesci colorati

... Lunga assenza e tante cose da raccontare!
Prima di tutto, gira gira, ho scoperto che Hong Kong, anche nelle zone più centrali, non è quell'ammasso di grattacieli che vogliono farci credere dalle cartoline e dalle guide. Non c'è scritto da nessuna parte, per esempio, che a Central - il cuore finanziario, la zona delle banche, degli uffici, dei colletti bianchi, degli edifici sfavillanti - c'è uno dei mercati di carne/pesce/verdura più scassati della città, che si inerpica su per vicoletti fatti di casine basse e scalcinate. Ci sono anche edifici del periodo coloniale, con i balconcini tenuti su da travi di legno e inferriate lavorate. 


Un'altra cosa che ancora non avevamo scoperto, pur avendola sotto il naso tutti i giorni, sono i divertentissimi tram che corrono dappertutto. Sono molto stretti e alti, a due piani, e dentro sono tutti in legno, con i cartelli che invitano gentilmente a non sputare all'interno del tram. La cosa più divertente è mettersi al piano di sopra dal lato in cui il tram si incrocia con quello che viene dal senso opposto... passano vicinissimi e sembra di scontrarsi! La corsa poi costa 20 centesimi...


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Ieri poi siamo stati in un posto favoloso: il mercato dei pesci, non nel senso del pesce da cucinare, ma dei pesci tropicali e tutto quel che ha a che fare con gli acquari. Qui è credenza diffusa che avere un acquario in casa porti ricchezza e fortuna. In effetti dalla nostra finestra abbiamo visto che i vicini, in una casa piccola come la nostra, hanno un acquario enorme. Per questo motivo c'è un'intera via della città dedicata solo a questa mania nazionale: siamo andati più che altro perchè ci trovavamo in zona, senza grandi aspettative... e invece è un posto spettacolare! Scordatevi la boccia tonda con il pesce autistico che gira tutto il giorno, o anche l'acquarietto rettangolare incastrato nella libreria: qui hanno il culto dell'acquario artistico. 


Ci sono intere pareti a vetro con dentro una vera e propria barriera corallina (meglio non sapere da dove vengano tutti quegli anemoni e coralli...) popolata non solo da pesci, ma anche crostacei, tartarughe e meduse bellissime. Ci sono negozi che sono veri e propri self service: entri, ti armi di tinozza e retino, e ti peschi i pesci che ti piacciono dalle varie vasche, per poi andare alla cassa a farti fare i sacchettini e pagare. Ci sono negozi monotematici, con mille variazioni sul tema del pesce rosso; altri in cui i pesci più assurdi sono già divisi in mille sacchetti appesi fuori dal negozio; altri ancora immersi nella penombra e illuminati dalle lampade a luce ultravioletta, che creano scenari psichedelici con coralli fosforescenti. Ci sono vasche così piene di pesci minuscoli che ti chiedi come faranno a prenderne solo uno. 
Ma i miei acquari preferiti erano quelli che riproducevano un giardino in miniatura, con piante acquatiche simili ad alberini nei vasi, sentieri, siepi, prati... e una moltitudine di pesci colorati che sembravano sospesi in aria in questi giardini fantastici.

... Dopodichè, con una mossa di dubbio gusto, siamo andati a mangiare SUSHI. 
Ma non lì vicino.

Alla prossima! :)

giovedì 12 marzo 2009

Tessuti a Sham Shui Po e Nightlife in HK!

L'altro giorno ho fatto una delle cose che tutti mi avevano consigliato di non perdere una volta qui: un giro nel quartiere dei tessuti, tra Prince Edward e Sham Shui Po a Kowloon. Non credevo ai miei occhi! Le strade sono un susseguirsi di negozietti, alcuni minuscoli e altri enormi per gli standard locali, e non sono tessutai nel senso che diamo in Italia al termine: essendo a un tiro di schioppo dalle industrie tessili di Shenzhen e dintorni, i negozi qui non tengono le pezze di tessuto ma solo centinaia, migliaia di cartelle colori, tutte affisse al muro. Passeggiando se ne può prendere a chili, gratis ovviamente, per poi decidere eventualmente dopo di fare l'ordine di quel tessuto. L'impatto visivo è strabiliante: intere strade tappezzate di quadratini di stoffa multicolori... una specie di enorme fiera campionaria che si tiene ogni giorno dell'anno!


Ovviamente io sono impazzita e mi sono dovuta comprare anche una borsa per riuscire a trasportare tutto a casa. Non chiedetemi cosa ne farò perchè ancora non ne ho idea, ma c'erano un sacco di cose interessanti e non potevo resistere! E poi a casa ci ho messo due giorni per mettere tutto in ordine...

Un'altra novità è che stiamo gradualmente scoprendo la nightlife ongiconghese: l'altra sera, a una serata organizzata dalla camera di commercio dove pensavamo di incontrare solo cinquantenni seriosi, abbiamo conosciuto invece una serie di matti come noi per partire alla sperimentazione delle serate made in HK! Fabio e Serena sono qui solo per un mese per via del lavoro di Fabio, mentre Edo e Laura hanno fatto il grande salto e da Firenze (!) sono emigrati qua dove hanno aperto uno studio di architettura.
Negli ultimi giorni si sono susseguiti in rapida successione: 
una serata di degustazione vini e formaggi in barca (sì, siamo partiti chic); 


una fantomatica "festa di Nicole" in un locale, col risultato che ci siamo trovati in una saletta fumosa piena di cinesi vestiti da donna che giocavano al biliardo e facevano il karaoke, inutile dire senza la minima traccia di qualche Nicole; 


una cena sushi a 16 euro con formula "all you can eat" in cui abbiamo ordinato ininterrottamente sashimi/sushi/tempura per un'ora e mezza fino allo scoppio; 

aperitivi, uno a birra in un locale molto carino con musica dal vivo e un'altro in una bettola cinese, a base di tagliolini con carne; 

una cena thailandese favolosa con cocco dappertutto, anche da bere (direttamente con la cannuccia nel cocco fresco); 

una serata di bagordi nel red light district di Wanchai, ma in un normalissimo pub, dove il nostro amico cinese Kenny ci ha insegnato inediti giochi a base di monete, banconote e bottiglie di birra. (siete capaci di sfilare una banconota da sotto una bottiglia di birra capovolta, senza farla cadere? Io sì!)

Tutta questa movida ci permette anche di girare un po' Hong Kong by night. Per tornare a casa non c'è mai problema perchè i taxi costano pochissimo (con 3-4 Euro ce la caviamo sempre) e così siamo veramente liberi di stare fuori senza preoccupazioni. Oltretutto con la mia macchina nuova le foto notturne vengono perfette! 

Il leone Stephen davanti all'HSBC building, con i buchi di pallottola della Seconda Guerra Mondiale

Ponteggi di bambù... sono dappertutto, anche sui grattacieli!

A volte anche i colletti bianchi esagerano un po'...

That's all folks!
Alla prossima :)